Giovedi, 27 luglio 2017 - ORE:08:44

Cosa terrorizza di più in un film horror?


film horror

I film dell’orrore da generazioni sono amati o odiati, sono oggetto di culto. Titoli come “Dracula“, con Bela Lugosi, sono stati degli apripista, poi questi film hanno subito delle evoluzioni e siamo giunti a produzioni come “l’Esorcista“, vero e proprio fenomeno di psico-dramma per coloro che lo hanno visto per la prima volta nelle sale cinematografiche, o “Shining” che hanno terrorizzano milioni di persone.

Film Horror

La finalità di ognuno di questi film è condivisa e si tratta di suscitare nell’osservatore un sentimento di ansia e di tensione; ma ciò che a noi interessa è appunto, quali particolari di questo genere cinematografico scatenano di più la paura.

Gli Spiriti – Secondo un nostro sondaggio, bisogna escludere prima di tutto i soggetti, infatti non sono tanto i vampiri, gli zombie, o le streghe ad incutere terrore nello spettatore. Questo ragionamento va escluso invece per gli spiriti, in particolare per gli spiriti che infestano le case, che secondo molti creano panico perché ritenuti in qualche maniera più verosimili rispetto agli altri mostri.

L’Atmosfera – Sono soprattutto gli aspetti tecnici di un film horror a generare nello spettatore uno stato di tensione: molti attribuiscono alla causa di ciò, lo straordinario uso delle musiche di sottofondo che vengono utilizzate in determinati frangenti del film, basti pensare al fatto che se l’audio viene azzerato le immagini da sole risultano meno efficaci nel trasmettere la paura a chi sta di fronte allo schermo.

Lo Spavento immediato – Un’altro fattore importante è il colpo di scena visivo, ovvero quell’impatto istantaneo e inatteso, una specie di flash, con un’immagine spaventosa. Tecnica per altro molto usata nei film dell’orrore degli ultimi anni, come per esempio “The Ring”. Altrettanto importante è la cura del luogo in cui si svolge la vicenda, anche l’ambiente è in grado di generare un certo timore, cosa che ormai è diventata un autentico cliché.

Il tema del Dolore – Alcuni ipotizzano che determinante sia anche l’aspetto grottesco di questi film, in cui il dolore è strumentalizzato per far raggiungere l’orrore agli occhi dello spettatore. E’ un po’ ciò che avviene con gli horror etichettati come “b-movie” o “splatter“, di cui sono un buonissimo esempio i recenti: “Le colline hanno gli occhi”, “Saw – l’Enigmista” o “rong Turn”]

Storie realmente accadute – Ma ciò che terrorizza forse più di ogni altro aspetto analizzato, è il presupporre che questi siano frutto di fatti realmente accaduti, ed è appunto l’orrore che tutto ciò possa accadere anche a te, spettatore, è l’ingrediente che crea ancora di più quel brivido che ti lascia incollato alla poltrona. Dal finire degli anni ’90 del secolo scorso è impazzata la moda di porre questo messaggio all’inizio della proiezione del film, come in “The Blair Witch Project”.



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