Mercoledi, 21 febbraio 2018 - ORE:17:44

La storia pazzesca di Kristoffer Koch

Kristoffer Koch

Kristoffer Koch

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La fortuna di Kristoffer Koch inizia nel 2009

Fare ricerche per la propria tesi di laurea non porta solo a studiare su tomi e riviste ma anche a spulciare miriadi di siti e sitarelli in cerca di informazioni utili ai nostri scritti. Quello in cui si è imbattuto lo studente norvegese Kristoffer Koch mentre scriveva la sua tesi in codifica crittografica però è un puro colpo di fortuna. Siamo nel 2009, il suo interesse per l’informatica e l’elettronica lo avevano portato sempre a spendere qualche corona in frivolezze, cincaglierie da web insomma. Ma questa volta, a sua insaputa, si era imbattuto in una strana moneta, mai sentita prima d’ora. E presto si sarebbe rivelato qualcosa di più grande e decisamente più… remunerativo.

Incuriosito da questa strana valuta virtuale Kristoffer cede alla tentazione di acquistarne un gruzzoletto, così tanto per provare. Spende 150 corone norvegesi (20€) per accaparrarsi un credito di 5.000 “monete” virtuali . Passano gli anni, Kristoffer si laurea e tutto scorre normalmente. Un giorno, siamo ormai nel 2013, alle orecchie del ragazzo arriva questo nome: “bitcoin“. Sui telegiornali e su internet si parla della moneta virtuale con cui si fanno transazioni anonime, libere da qualunque tassa. E a Koch viene in mente di averne acquistate un po’ 4 anni fa.

Il tempo di ricordarsi la password dell’account e si ritrova davanti il suo conto. L’anno in cui spese le sue modeste 150 corone era anche l’anno zero del bitcoin e questo equivaleva ad un basso valore d’acquisto. Nel 2013 il bitcoin aveva aumentato valore del 100% e il fortunello si ritrova un conto in bitcoin dal valore totale di 642.000 dollari. Passato lo stupore iniziale Kristoffer decide di fare soldi con i bitcoin, un po’ li usa per sistemarsi, un po’ li rinveste nel mercato del così detto deep web.usare i bitcoin per fare soldi

Ad oggi sarebbe impossibile ricalcare le orme del ragazzo norvegese: la moneta virtuale costa circa 230 dollari e a meno che non si abbiano già molti soldi in partenza è difficile diventare ricchi. Inoltre, è necessario avere buone conoscenze informatiche e finanziarie. La cosa pazzesca dei bitcoin è che vengono “estratti” dagli utenti stessi, cioè in teoria basterebbe installare un software open source apposito sul proprio computer e fornire la potenza di calcolo del proprio computer per ottenere bitcoin in premio.

I bitcoin vengono assegnati in base alla potenza computazionale della rete di computer comunicanti e per essere autenticati essi hanno bisogno di complicati sistemi di codifica; da questo deduciamo che per una maggiore potenza ci vuole una rete di computer personali molto estesa ed è per questo che si sono venuti a creare pool di miner, cioè gruppi di persone che collegano i loro computer per produrre quanta più potenza computazione possibile. Il tasso di generazione dei bitcoin si sta dunque abbassando esponenzialmente data la difficoltà che ci vuole a generarli.



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